Soglia di segni

Qui, su una “soglia di segni”, tra il dentro e il fuori, tra noi e l’altro, parole ed immagini ci visitano e si mettono in dialogo.
Qui, sulla soglia, vi invitiamo a sostare un po’ insieme a noi, per attendere e cercare di nuovo un significato, un gusto, una direzione.

a cura di Fabrizio Zaccarini e Stefano Nava

Dimmi che esisti – non chiedo altro:
il resto al cuore io lo domando.
Sete ingannata da ogni coppa,
senza il sapor della tua bocca,
riposo illuso in ogni sonno
senza il ristoro del tuo corpo.

Dimmelo sempre che ci sei,
comunque la tua vita speri.

La creatura in te più vera
ogni vicenda me la svela,

la lontananza ansiosa dice
l’amor che accanto ammutolisce;

Ma so, non so, so che tu sola
puoi dirmi: esisto – e dillo ancora.

 

 di Clemente Rebora (1885 - 1957), da Dieci poesie per una lucciola.

P. S. L’amato del Cantico dei cantici prese nel tempo il volto di Dio. A quello dell’amata si sovrappose quello dell’anima dell’uomo. Una volta che Clemente Rebora divenne sacerdote rosminiano, cosa accadde al volto di Lidya Natus, pianista russa, lucciola profondamente amata? Dovette sparire la donna perché apparisse il Signore oppure la bellezza di lei era sempre stata segno e annuncio della bellezza divina che già aveva fatto breccia e cresceva in lui?