Siamo entrati nel 2026, anno di capitoli provinciali per le province cappuccine italiane e in particolari per le tre circoscrizioni di Emilia-Romagna, Toscana e Marche che tra febbraio e aprile celebreranno i loro capitoli elettivi. Saranno certamente occasione di verifica della nostra vita e attività, ma ancora di più un tempo per progettare il cammino prossimo di stretta collaborazione e conoscenza reciproca, che avrà come culmine la costituzione di una nuova realtà giuridica, probabilmente nel 2029.
a cura di Michele Papi
Dio mette noi al centro
Le coordinate dell’incontro con Dio
In questi ultimi tre anni non sono mancati momenti di conoscenza e collaborazione fra le tre province cappuccine di Emilia-Romagna, Marche e Toscana, praticamente in tutti i settori, compresa la pastorale giovanile.
Nel 2025-2026 i responsabili PGV delle tre province con le relative equipe hanno ideato un percorso comune nelle tematiche e fissato tre appuntamenti di incontro per i giovani che frequentano le nostre iniziative. Il primo è stato la “Camminata sotto le stelle” ad Assisi in settembre; il secondo si è svolto nel Mugello, vicino a Firenze, presso il convento dei cappuccini di Borgo San Lorenzo. Ecco di seguito la risonanza che una delle partecipanti ci ha inviato.
Abitare secum
Per iniziare il nuovo anno con uno sguardo rinnovato e un cuore più disponibile all’ascolto, le pastorali giovanili e vocazionali di Emilia-Romagna, Toscana e Marche hanno proposto ai giovani un ritiro invernale nei giorni precedenti al rientro dalle vacanze natalizie. Un tempo prezioso di sosta, riflessione personale e vita comunitaria, vissuto nel convento di Borgo San Lorenzo, in Toscana dal 3 al 6 gennaio scorsi.
Il filo tematico conduttore che ci accompagna durante l’anno è “Spazio e Tempo”, grazie al quale abbiamo intrapreso un percorso di interiorità e discernimento. Durante il campo l’attenzione si è concentrata in particolare sulla coordinata spaziale, esplorata attraverso una parola chiave: centro. Una provocazione semplice ma profonda, che ha invitato ciascuno a interrogarsi su ciò che occupa il centro della propria vita e sul modo in cui questo spazio viene abitato.
Nel corso della catechesi di fr. Mauro Scoccia (responsabile PGV delle Marche) è emerso come ognuno di noi sia al centro dell’interesse di Dio e di come lui ci aiuti a fare ordine nella nostra interiorità. La sua volontà è quella che ciascuno possa stare al centro di sé in modo responsabile, abitandosi con consapevolezza. Siamo uno spazio chiamato a diventare bello, fecondo e accogliente.
Un momento particolarmente significativo del ritiro è stato il tempo di deserto personale, vissuto come occasione di silenzio e di profondo ascolto. Un tempo guidato dalle parole di papa Francesco ai giovani sul sognare in grande e fare scelte coraggiose e audaci, e consegnato allo sguardo di Dio.
A questo è seguito un tempo di condivisione a coppie, semplice e autentico, che ha permesso di dare voce a quanto emerso nel silenzio, sperimentando come l’ascolto reciproco possa illuminare e sostenere il cammino personale.
È diventato chiaro che questo cammino non può essere vissuto da soli. I giovani hanno riscoperto come ciascuno comprenda davvero sé stesso solo nella relazione con Cristo: è Gesù che conosce l’uomo più di quanto egli conosca sé stesso, è lui che ci rivela chi siamo, da dove veniamo e verso dove siamo chiamati ad andare. Così come nella vita ordinaria non ci facciamo mai mancare ciò che è necessario, durante il ritiro è risuonata con forza la consapevolezza che Gesù non è un “di più”, ma è necessario alla vita. Il Signore non resta fuori dal nostro spazio, ma lo abita, lo fa suo e cammina accanto a ciascuno nel quotidiano.
Le giornate sono state scandite da momenti di preghiera, catechesi, silenzio e riflessione personale, alternati a tempi di convivialità e di svago. Durante tutto il ritiro si respirava un clima accogliente e fraterno, che ha favorito relazioni autentiche e un senso profondo di comunità. Il contesto del convento, con i suoi ritmi semplici e i suoi spazi essenziali, ha aiutato a rallentare e a rimettere ordine dentro di sé.
Si è rivelato così un tempo di sosta rigenerante e, allo stesso tempo, un’occasione di ripartenza. Un invito a tornare alla quotidianità con maggiore consapevolezza, portando con sé la certezza di essere conosciuti e amati personalmente da Dio e il desiderio di abitare il proprio tempo e il proprio spazio in modo autentico e responsabile.
Maddalena Taddia
Dove Bonaventura passò
Nei tre giorni trascorsi insieme abbiamo anche avuto modo di visitare il magnifico convento di Bosco ai Frati, a pochi minuti di auto da Borgo. Si tratta del luogo più antico appartenente alla Provincia Toscana dei Frati Minori, dimora francescana fin dal 1209, che ha visto il passaggio di san Francesco e di san Bonaventura. Legato a quest’ultimo, si conserva ancora un acquaio nel quale la tradizione sostiene che il santo stesse lavando i piatti dei confratelli quando gli giunse la notizia della nomina a cardinale.
La storia religiosa di questo luogo si perde nei secoli passati, la fondazione pare risalga al VII secolo, voluta dalla potente famiglia degli Ubaldini. Però sarà il Rinascimento il tempo di maggior splendore della struttura, cara a Cosimo de’ Medici. Tra le notevoli opere artistiche vi si conserva un crocifisso ligneo opera di Donatello; apparteneva al nostro luogo anche una bellissima pala da altare dipinta dal Beato Angelico ora conservata a San Marco di Firenze.
Tutto il campo si è svolto nel clima delle celebrazioni natalizie: ci ha accompagnato la liturgia della seconda domenica dopo Natale e dell’Epifania, ma anche l’ambiente ha dato il suo apporto quando il 5 e 6 gennaio una abbondante nevicata ha imbiancato tutto il paesaggio collinare del Mugello. Il convento si è trasformato in una cartolina natalizia, un bel regalo che si è aggiunto alla gigante calza piena di dolci che è arrivata la vigilia dell’Epifania. È stato bello tornare bambini nel cuore, anche se qualche disagio sulle strade durante i rientri c’è stato…
Dopo i saluti ci siamo dati appuntamento per l’ultima tappa condivisa del nostro percorso annuale, che sarà nel giugno prossimo, mentre ogni provincia prosegue nei prossimi mesi con i suoi appuntamenti sempre alla ricerca della chiamata di Dio che si manifesta nello “spazio” e nel “tempo”.