Il convento dei frati cappuccini di Frascati è il luogo in cui ormai da ventisette anni, nella prima metà di novembre, si ritrovano i responsabili della pastorale giovanile e dell’accoglienza vocazionale delle province italiane per conoscersi, scambiarsi esperienze, verificare insieme il cammino e avere occasione di formarsi su termini emergenti nel loro specifico apostolato. Da alcuni anni questi incontri sono aperti anche agli altri membri e collaboratori (suore e laici) delle equipe PGV.                                                                                                                                                                                                     

                                                                                                                                                   di Michele Papi 

Insieme verso Dio

Accompagnare è una missione

 Dopo la ristrutturazione delle vecchie Conferenze linguistiche in cui è suddiviso l’Ordine, la vecchia CIMP Cap è stata sostituita dalla CEM Cap: Conferenza Euro-mediterranea dei cappuccini,

e questo ha portato all’allargamento dei nostri orizzonti geografici e all’inserimento nel gruppo di alcuni frati provenienti dall’estero, in particolare quest’anno erano presenti diversi confratelli di Albania, Portogallo, Romania e Malta. Altra novità del 2025 è stato l’avvicendamento al coordinamento del nostro gruppo, ruolo a cui è stato eletto fra Gabriele Attanasi di Torino allo scadere del mandato di fra Raffaele Orlando di Milano; insieme a lui sono stati rinnovati tutti i membri del consiglio che non avrà più la classica ripartizione Nord, Centro e Sud (Italia), ma comprenderà due fratelli italiani e due rappresentanti delle altre circoscrizioni.

 Sparire per accompagnare

Il tema scelto per questa edizione dell’incontro aveva come titolo “Camminava con loro. Accompagnati per accompagnare”: l’accompagnamento spirituale e umano dei giovani che ciascuno di noi incontra nelle sue attività, indipendentemente dal fatto che essi siano intenzionati o meno ad abbracciare la nostra forma di vita. Lo scorso anno dai lavori di gruppo incentrati sul tema della “Speranza” era emerso il fatto che oggi, più che sommare eventi emotivamente coinvolgenti ed esperienze di rottura con la loro routine, i giovani sentono il bisogno di figure adulte ed equilibrate in grado di accompagnarli a decifrare la loro quotidianità, troppo spesso segnata da ansie e fragilità, vissute in assenza di punti di riferimento.
Per questo si è deciso di contattare due esperte capaci di rileggere insieme ai partecipanti i punti chiave della difficile arte dell’accompagnamento spirituale. Suor Milena Brivio, missionaria francescana di Susa, proviene da una lunga esperienza assisana con i frati minori del SOG e da diversi anni collabora con i nostri confratelli del Piemonte. Ci ha offerto la sua testimonianza derivante dalle centinaia di ragazzi e ragazze accompagnati, alcuni dei quali sono stati da lei coinvolti in provocatorie video-interviste. La relazione di suor Milena ha ruotato attorno ad alcune parole chiave: l’accompagnamento parte da un mandato, è una missione con lo scopo di incontrare il volto di Cristo nei diversi volti dei giovani. Occorre fuggire il personalismo e l’autoreferenzialità, consapevoli che il culmine della vita evangelica è la passione, intesa come dono totale di sé nella duplice veste di servizio alla dignità altrui e sofferenza personale.
La prima azione, non scontata, in un percorso di accompagnamento è la preghiera, segno di affidamento a Colui dal quale e per il quale è possibile ogni cammino di fede. Anche in una attività che potrebbe apparire personale, suor Milena indica la capacità di collaborare, divenendo così profetica e feconda, antidoto alla possessività da cui nasce ogni abuso spirituale. In particolare, per noi francescani è fondamentale la testimonianza della fraternità che vale più di molte parole dette e risponde in modo chiaro ad uno dei bisogni più traditi dal nostro tempo individualista e competitivo. L’ultima parola sulla quale ci siamo soffermati è stata autenticità nel senso di coerenza di vita: possiamo trasmettere solo ciò che viviamo in prima persona; non sono un ostacolo i nostri limiti se vissuti nell’affidamento umile a Dio. Successivamente, in una intensa rilettura del passo dei discepoli di Emmaus, suor Milena ha fornito molti elementi sulla situazione giovanile e su una corretta postura, conforme allo stile di Gesù, di chi intende fare un tratto di cammino insieme a questi fratelli, fino a “sottrarsi dalla loro vista”, scomparire per non se-durre ma con-durre all’incontro con Dio nel silenzio della interiorità di ciascuno.

 

Vade retro tuttologo!

La seconda ospite invitata per trasmetterci competenze ed esperienza è stata la dottoressa Sara Scifo, psicologa, psicoterapeuta, francescana secolare, impegnata professionalmente nell’accompagnamento psicologico di tanti giovani (alcuni anche in formazione presso istituti religiosi) e nella conduzione di percorsi formativi per comunità religiose. Il suo intervento è iniziato in continuità con il precedente, analizzando il passo evangelico dei discepoli di Emmaus e sottolineando come l’azione pedagogica di Gesù sia intrisa di quella sapienza umana necessaria a promuovere un sano sviluppo del sé, senza il quale il cammino spirituale progredisce con molta fatica. Ogni percorso di cura, umano e spirituale, avviene dentro ad una relazione e non è solo il frutto dell’utilizzo di determinati strumenti o pratiche; l’accompagnato va appunto affiancato in un cammino di auto-esplorazione, auto-comprensione ed infine azione attraverso scelte di vita. Per rendere possibile questo processo, l’accompagnatore deve tenere presente il suo essere soggetto agli stessi limiti e fragilità: di questi ha il dovere di prendersi cura anche avvalendosi dell’aiuto di un supervisore del suo lavoro.
Occorre creare una rete di competenze, non agire da tuttologi; per ognuno di noi è poi essenziale il supporto di un accompagnatore personale. Il centro del lavoro di accompagnamento va ricercato nella capacità di ascolto attivo, empatico, caratterizzato dalla stima per la persona che si ha davanti. La componente assertiva della comunicazione deve essere all’insegna dell’autorevolezza più che dell’autorità, espressione di una maturità affettiva capace di trovare il giusto equilibrio tra direttività e libertà, allo scopo di incentivare l’autonomia dell’accompagnato nella sua unicità. Mai giocare allo psicologo, sapendo comunque cogliere i sintomi di disagio psichico, intuendo che molte delle modalità di agire delle persone che incontriamo sono conseguenze di traumi, al fine di inviare ad altri esperti alcuni casi. Occorre essere molto chiari su quale sia il nostro compito: accompagnare ad una sana relazione con Dio, promuovere la centralità del Signore nelle vite di coloro che si rivolgono a noi, umilmente rimandare costantemente ad Altro da noi, donarci gratuitamente senza voler trattenere nessuno. Il confronto con la dottoressa Scifo è poi continuato attraverso l’analisi di alcune specifiche relazioni di accompagnamento proposte dai presenti e facilitata da uno schema in cui erano rappresentate alcune delle possibili “posizioni relazionali” che si assumono in un dialogo. Molti sono stati gli interventi e le domande, segno della centralità di questo tema nel nostro orizzonte pastorale.

 Domani e dopodomani

Un orizzonte che nell’immediato futuro prevede due opportunità, tutte da organizzare e cogliere: il tradizionale incontro “giovani e frati” che si terrà alle Celle di Cortona dal 29 maggio al 2 giugno 2026, rivolto ai ragazzi impegnati in un cammino di discernimento presso le nostre case di accoglienza. In quei giorni ci sarà anche la possibilità di partecipare, presso il convento di Camerino, ad un laboratorio sull’ecologia integrale proposto dall’equipe “Laudato sii” della CEM Cap. In agosto, dal 3 al 6, sarà invece la volta del grande evento “Go to Franciscan” organizzato dalla famiglia francescana dell’Umbria in occasione dell’ottavo centenario della morte di san Francesco. Si tratta di un capitolo delle stuoie rivolto ai giovani di tutta Europa in cui conoscere il francescanesimo sotto molteplici punti di vista attraverso workshop, mostre, spettacoli, catechesi e vita in fraternità.
Continua e si rafforza anche la collaborazione tra le province cappuccine di Emilia-Romagna, Toscana e Marche: l’ultimo appuntamento è stato il campo di Natale a Borgo San Lorenzo dal 3 al 6 gennaio 2026.